Arte paesaggistica

Dai grandi templi di Kyoto alla cima innevata del monte Fuji, le stampe paesaggistiche (fūkei-ga) sono la produzione più popolare e più collezionata della xilografia nipponica fuori dal Giappone. Queste stampe non solo offrono uno sguardo nella vita quotidiana dei giapponesi ma riflettono anche il crescente entusiasmo per le tante mete turistiche del Paese.

La voglia di viaggiare nel XIX secolo

Dopo secoli di guerre civili e dure restrizioni degli spostamenti, la lunga pace del periodo Edo  favorì una vera e propria riscoperta del viaggio.

Per assicurarsi la lealtà dei feudatari lo shogunato gli impose visite regolari alla città di Edo. Questa presenza forzata portò a un veloce miglioramento delle infrastrutture. Con lo sviluppo di un sistema di strade (Gokaidō, le cinque strade) sicure e veloci che collegava Edo alle altre città, i viaggi e pellegrinaggi all’interno del Giappone aumentarono.  La ritrovata voglia di viaggiare favorì una crescente domanda di stampe ritraenti i bellissimi e famosi paesaggi, che venivano acquistate come accessibili souvenir oppure per poter ammirare luoghi importanti verso cui poter viaggiare.

I maestri del paesaggio

Molti artisti xilografi produssero stampe paesaggistiche. I più rinomati maestri del paesaggio durante il periodo Edo furono Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige. Questi due artisti definirono il genere paesaggistico attraverso le loro famose serie: “Le trentasei vedute del monte Fuji” (Fugaku Sanjūrokkei), “Le cento famose vedute di Edo” (Meisho Edo hyakkei) e “Le cinquantatré stazioni della Tōkaidō (Tōkaidō Gojūsan tsugi).

“Le trentasei vedute del monte Fuji” di Hokusai mostrano una varietà di scene con il Monte Fuji sempre presente nello sfondo. A questa serie appartiene quella che è forse la più iconica stampa dell’ukiyo-e: “la grande onda di Kanagawa” (Kanagawa okinami Ura).

In contrapposizione alle grandi composizioni di Hokusai, i lavori di Hiroshige divennero famosi per il loro carattere intimo e suggestivo. La sua serie “Le cinquantatré stazioni della Tōkaidō” ritrae momenti di viaggio su una delle vie principale del commercio, la Tōkaidō che collegava Edo con Kyoto. Questa fu la serie la più venduta di sempre.

Un altro artista degno di essere citato è Utagawa Kuniyoshi conosciuto per i suoi paesaggi urbani oltre che per le rappresentazioni di eroi e samurai e per i disegni caricaturali.

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La popolarità dei paesaggi ukiyo-e in Europa/Occidente

Alla fine del XIX secolo mentre l’ukiyo-e  cominciava a decadere in Giappone, essa suscitava un profondo interesse sia in Europa che negli Stati Uniti. Le stampe giapponesi furono introdotte per la prima volta al pubblico occidentale nel 1867 all’Esposizione Universale di Parigi.  Questo evento diede inizio ad una mania per l’arte e il design giapponese, che incominciò a influenzare la stessa produzione artistica europea dando inizio al Japonisme (Giapponismo). A Parigi gli artisti impressionisti, come Claude Monet e Vincent van Gogh, collezionavano avidamente le stampe paesaggistiche, che esercitarono una considerevole influenza sulle loro opere successive.  Quadri come “La Japonaise” di Monet e “La principessa del paese della porcellana” di James Whistler illustrano perfettamente la fascinazione occidentale per l’Oriente.

I Paesaggi nell’arte moderna giapponese

Con l’inizio del XX secolo la crescente attenzione straniera per le stampe paesaggistiche portò a rinnovare l’interesse per questo genere anche in Giappone attraverso artisti come Kawase Hasui e Yoshida Hiroshi. I movimenti artistici dello shin hanga e del  sosaku hanga aiutarono a rivitalizzare la popolarità delle stampe xilografiche.